
La nostra avventura alla diga di Mosul, in Iraq, è iniziata grazie a DueffeSRL che ci ha contattato per le riprese aeree, da effettuarsi per conto di Trevi, dei lavori di ripristino della diga. L’area delle riprese non ricadeva negli scenari Standard ENAC e crediamo che il modo in cui la cosa è stata gestita possa essere di qualche interesse.
Il viaggio e i problemi logistici
Il primo problema è stato entrare nel paese con il drone: nonostante i permessi richiesti al governo Kurdo locale, una volta in dogana uno dei nostri due mezzi non è potuto passare a causa di una discordanza tra la nostra lista materiale e un documento in arabo. Siamo stati costretti a lasciare in deposito il mezzo in dogana.
Le regole operative
L’area era sotto controllo militare, quindi ci siamo adeguati alle regole del comando militare che aveva già approvato la nostra presenza. Il primo giorno l’abbiamo dedicato ai sopralluoghi e al briefing con i comandi del campo, dove ci sono state precisate le limitazioni imposte:
- Limite di altitudine: 100 mt (l’area è soggetta a voli di elicotteri a quote bassissime in “Contour line”)
- Obbligo di atterraggio immediato non appena si scorgesse un velivolo in arrivo
- Distanza massima dal pilota: 500 mt (come da regolamentazione italiana)
- Due finestre temporali di circa due ore al giorno per il volo
- Ogni decollo e atterraggio comunicato alla base operativa
Lo svolgimento
Le operazioni si sono svolte in 3 giorni, per un totale di circa 18 missioni, senza alcun intoppo. Ringraziamo Deuffe SRL e Trevi per la fiducia accordataci e il comando della base italiana per averci permesso di operare con regole chiare e rigorose, tali per cui abbiamo potuto svolgere il nostro lavoro fino in fondo.
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