Nel precedente post abbiamo visto come funzionano i filtri polarizzatori e in particolare perché sono in grado di eliminare i riflessi. Analizziamo ora un’altra loro tipica applicazione: quella di ottenere cieli più azzurri e mettere in risalto le nuvole.
Il filtro polarizzatore e il cielo
Per spiegare questo fenomeno dobbiamo fare un passo indietro. La luminosità del cielo è dovuta al fatto che la luce del sole viene diffusa dalle particelle che compongono l’atmosfera. Se non ci fosse atmosfera vedremmo solo la luce che arriva direttamente dal sole e il cielo sarebbe tutto nero. La diffusione da parte di corpuscoli piccoli come le singole molecole di azoto, ossigeno ecc. produce luce parzialmente polarizzata; e quando abbiamo a che fare con luce polarizzata, orientando opportunamente il filtro possiamo bloccarne completamente. Ecco spiegato perché il filtro scurisce il cielo.
C’è però una complicazione: il cielo viene scurito in maniera significativa solo in direzione perpendicolare al sole. La luce diffusa nella stessa direzione di quella incidente (guardando verso il sole) è polarizzata in minima parte, mentre quella in direzione perpendicolare lo è in massima parte. Quindi il filtro riesce ad assorbire la massima quantità di luce quando lo puntiamo a 90° rispetto alla direzione del sole. Se il sole fosse allo zenit l’effetto sarebbe il medesimo su tutto l’orizzonte; alle nostre latitudini però il sole non è mai allo zenit, e il risultato sarà un cielo non uniformemente scurito — il che può risultare fastidioso se si fa una ripresa panoramica o se la direzione di volo cambia durante le riprese.
A proposito: perché le nuvole vengono messe in risalto? Perché la diffusione della luce da parte delle goccioline d’acqua che le compongono, essendo molecole molto più grandi di quelle atmosferiche, segue leggi diverse e la luce non polarizzata rimanda solo luce non polarizzata. Le nuvole verranno scurite solo di 1 stop, come tutto il resto della scena, mentre il cielo verrà scurito di 1 stop più la quantità di luce polarizzata — le nuvole risulteranno dunque più chiare rispetto allo sfondo.
Considerazioni sull’uso con i droni
Viste le considerazioni fatte sopra, verrebbe da dire “mai più in volo senza”, ma c’è un fatto non trascurabile: il filtro che lavora in maniera diversa in base all’angolo rispetto alla direzione del sole è un grosso limite. Inoltre, il fatto che per dosare l’effetto sia indispensabile ruotarlo inquadrando il soggetto da riprendere lo rende praticamente impossibile da settare correttamente nella maggioranza dei casi.
Altra cosa da non sottovalutare: non è sempre facile valutare l’effetto del filtro dal ritorno video del drone. Dopo un po’ di sperimentazione i dubbi sulla reale utilità di questo filtro sono tanti, ma nella fotografia è invece estremamente utile e lo si può considerare indispensabile in molte situazioni.
Come utilizzate questo strumento nelle riprese aeree con i droni? Fatecelo sapere nei commenti!
Scopri di più sui nostri servizi di riprese aeree con drone! 👉 Visita la nostra Home Page
