Cerchiamo di capire perché i filtri ND sono utili per le riprese aeree con droni. Partiamo da lontano.
Chiediamoci innanzitutto: che cosa è un filmato? Un filmato è una sequenza di fotografie e, come in ogni fotografia, la quantità di luce che raggiunge il sensore (o la pellicola) è essenziale per il buon risultato dell’immagine. Gli elementi che incidono sulla quantità di luce sono: sensibilità, diaframma, frequenza di scatto, tempo di esposizione. Ora, più che su diaframma e sensibilità, ci concentreremo sui due fattori che a nostro avviso sono da tenere maggiormente in considerazione quando si intende fare un filmato in movimento.
Quante fotografie vengono fatte in un secondo? Dipende dalla frequenza di scatto o Frame Rate (o FPS) con cui stiamo girando, solitamente 24 o 25, ma è anche possibile girare a 48 o a 50. Il tempo d’esposizione (shutter) è il tempo in cui l’otturatore rimane aperto per permettere alla luce di colpire il sensore: si misura in frazione di secondo (1/25 per esempio è un venticinquesimo di secondo).
Primo caso — FPS 25, Shutter 1/1600
Faccio 25 foto al secondo, quindi una ogni 0,04 s, e per ogni foto catturo la luce per 1/1600 di secondo (0,000625 s). Lo shutter rimane dunque chiuso tra una foto e l’altra per 0,039 s. Pensate a un soggetto che si muove rapidamente: ogni foto lo ritrarrà in posizioni molto distanti tra loro. Il risultato finale sarà un video poco fluido, “scattoso”.
Secondo caso — FPS 50, Shutter 1/100
Faccio 50 foto al secondo, quindi una ogni 0,02 s, e per ogni foto catturo la luce per un centesimo di secondo (0,01 s). Lo shutter rimane chiuso tra una foto e l’altra solo per 0,01 s. Gli intervalli di “buio” sono molto più brevi: il video risulterà più fluido. La regola che ci siamo dati è di usare una velocità di shutter al massimo doppia del Frame Rate.
In condizioni di luce forte, con ISO al minimo e FPS a 50, dobbiamo impostare lo shutter a 100. Se le immagini risultano ancora sovraesposte e la camera non ci permette di regolare il diaframma (come spesso capita su alcuni droni di fascia minore), avremo poche possibilità di evitare video poco fluidi senza ricorrere ai filtri ND.
Ecco che ci vengono in aiuto i filtri ND: filtri che riducono la quantità di luce che attraversa la lente. ND sta per Neutral Density — il loro effetto è costante per tutto lo spettro visivo, senza modificare i colori. Nella pratica si parla di “riduzione di stop”: ogni stop dimezza la quantità di luce. ND2 = 1 stop, ND4 = 2 stop, ND8 = 3 stop, ND16 = 4 stop.
In conclusione, per ottenere video più fluidi in ripresa con drone, vi potrà capitare spesso — soprattutto in condizioni di luminosità intensa — di dover usare filtri ND per diminuire la quantità di luce senza dover “chiudere troppo di shutter”.
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