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Filtro polarizzatore e drone: sappiamo come usarlo? Parte Seconda

Aggiornato il: mar 30


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Nel precedente post "Filtri polarizzatore e droni" abbiamo visto come funzionano i filtri polarizzatori e in particolare perché sono in grado di eliminare i riflessi. Analizziamo ora un'altra loro tipica applicazione: quella di ottenere cieli più azzurri e mettere in risalto le nuvole. Per spiegare questo fenomeno dobbiamo fare un passo indietro. La luminosità del cielo è dovuta al fatto che la luce del sole viene diffusa dalle particelle che compongono l'atmosfera (se non ci fosse atmosfera vedremmo solo la luce che arriva direttamente dal sole e il cielo sarebbe tutto nero). La diffusione da parte di corpuscoli piccoli come le singole molecole di azoto, ossigeno ecc. produce luce parzialmente polarizzata; e quando abbiamo a che fare con luce polarizzata, orientando opportunamente il filtro possiamo bloccarla completamente, ricordate? (se non ricordate leggete il post precedente): ecco spiegato perché il filtro scurisce il cielo. C'è però una complicazione: fate una prova e vi renderete conto che il cielo viene scurito in maniera significativa solo in direzione perpendicolare al sole, mentre se guardiamo verso il sole l'effetto è praticamente nullo. Perché? Perché la percentuale di luce polarizzata che emerge dalla diffusione cambia a seconda della direzione in cui la luce viene diffusa, e in particolare: la luce diffusa nella stessa direzione di quella incidente (quindi quella che vediamo guardando verso il sole) è polarizzata in minima parte, mentre quella diffusa in direzione perpendicolare è polarizzata in massima parte. Quindi il filtro riesce ad assorbire la massima quantità di luce quando lo puntiamo a 90° rispetto alla direzione del sole. Se il sole fosse allo zenit l'effetto sarebbe il medesimo su tutto l'orizzonte; alle nostre latitudini però il sole non si trova mai allo zenit, nemmeno a mezzogiorno del solstizio d'estate, e pertanto l'effetto scurente del filtro sul cielo cambia inevitabilmente a seconda dell'angolazione; il che può risultare fastidioso se facciamo una ripresa panoramica o se la direzione di volo cambia durante le riprese. A proposito, perché le nuvole vengono messe in risalto? Perché la diffusione della luce da parte delle goccioline d'acqua che compongono le nuvole, molto più grandi delle molecole atmosferiche, segue leggi diverse e in particolare rimanda solo luce non polarizzata: le nuvole verranno scurite solo di 1 stop, come tutto il resto della scena, mentre il cielo verrà scurito di 1 stop + la quantità di luce polarizzata, e dunque le nuvole risulteranno più chiare rispetto allo sfondo.


Viste le considerazioni fatte sopra verrebbe da dire “mai più in volo senza”, ma c'è un ma che non è per niente trascurabile. Dopo un po’ di sperimentazione mi sono sorti non pochi dubbi sulla reale utilità di questo filtro che nella fotografia invece è estremamente utile e oserei dire indispensabile in molte situazioni. Come visto sopra, il fatto che lavori in maniera diversa in base all’angolo rispetto alla direzione del sole è un grosso limite; inoltre il fatto che per dosarne l'effetto sia indispensabile ruotarlo inquadrando il soggetto da riprendere lo rende praticamente impossibile da settare correttamente nella maggioranza dei casi. Altra cosa da non sottovalutare è che non è sempre facile valutare l’effetto del filtro dal ritorno video del drone.

E voi cosa ne pensate? Come utilizzate questo strumento nelle riprese aeree con i droni?

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