Quando ci troviamo sul campo con il nostro drone e dobbiamo realizzare delle riprese ci si trova spesso a pensare a dei piani sequenza chilometrici dimenticandoci che a volte le cose più semplici sono le più efficaci. Questo è il primo di una serie di post sui vari tipi di ripresa che si possono fare con le nostre camere volanti.

La tecnica dello “scoprire il soggetto”

Supponiamo di dover “ambientare” una vicenda che si svolge nei pressi di un castello circondato da colline. Il drone è particolarmente adatto per questo genere di riprese: dall’alto si riesce facilmente ad inquadrare un soggetto come un castello e a mostrare cosa c’è attorno. Ma come possiamo dare uno sviluppo alla nostra ripresa e creare un climax emotivo? Il metodo migliore è non mostrare subito il soggetto nella sua interezza, ma scoprirlo lentamente.

Come eseguirla in pratica

Prima di tutto trova il punto di vista giusto, trovando qualcosa che copra il soggetto: un albero, un rudere o anche una collinetta da dietro cui il castello non si vede. Supponiamo di usare un boschetto: facciamo decollare il drone davanti a esso, da una quota piuttosto bassa. La camera inquadrerà il boschetto come se fosse il soggetto principale; iniziamo una salita a velocità costante e aggiustiamo il tilt della camera sul soggetto fino a che, raggiunta la chioma dell’albero, si comincia ad intravedere il castello. Continuiamo a salire mantenendo l’inquadratura sul castello: l’albero scomparirà sotto di noi e il panorama si rivelerà in tutta la sua bellezza.

Semplicemente alzando il drone nel posto giusto abbiamo portato a casa quello che ci è stato richiesto. Il video è stato girato con un Inspire RAW, obiettivo 45mm.

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